È un fotografo e filmmaker che esplora soluzioni per il futuro, concentrandosi sulle relazioni tra uomo, scienza, tecnologia e ambiente. Collabora con scienziati, giornalisti e attivisti per approfondire la sua ricerca, incentrata da oltre un decennio sulla crisi climatica. È cofondatore di un’associazione che protegge 600.000 ettari di foresta amazzonica. Collabora con testate come National Geographic, The New York Times Magazine e TIME. Il suo lavoro è stato esposto in sedi internazionali, tra cui il Guggenheim Museum e Les Rencontres d’Arles, e ha ricevuto premi come il Leica Oskar Barnack Award e il World Press Photo.

Charlotte Dumas

Nata nei Paesi Bassi nel 1977, Charlotte Dumas è una fotografa e videoartista che indaga il modo in cui attribuiamo valore agli animali e a noi stessi come esseri umani. Al centro della sua ricerca c’è il divario tra gli animali considerati risorse alimentari e quelli antropomorfizzati, una contraddizione sempre più evidente. Dai cani da salvataggio dell’11 settembre in Retrieved ai cavalli giapponesi in via d’estinzione in Stay, le sue immagini esplorano il rapporto tra uomo e animale. Dal 2012 ha integrato il video nella sua pratica, a partire da Anima, girato presso il Cimitero Nazionale di Arlington. Tra i suoi cortometraggi anche The Widest Prairies e la trilogia giapponese Shio, Yorishiro e Ao. Ha pubblicato oltre dieci libri fotografici.

È nato a Bari e vive in un paesino a pochi chilometri chiamato Sannicandro di Bari. Fa fotografie da più di dieci anni ed è autodidatta, non ha mai frequentato scuole di fotografia. Il cinema è stato parte integrante del suo percorso: fin da bambino ha sempre visto moltissimi film, molti di fantascienza come Alien, Predator, Total Recall, 2001: A Space Odyssey e tanti altri. Ha iniziato pubblicando quotidianamente fotografie del quotidiano su Instagram dal 2012, usando un iPhone. Col tempo questa attività si è trasformata in un vero e proprio lavoro: è stato contattato da diverse riviste, tra cui The New Yorker, The New York Times, The British Journal, e da numerosi brand che gli hanno commissionato lavori. Ha pubblicato tre libri di fotografia e il suo lavoro è in continua evoluzione.

Nato nel 1981, è un fotografo svizzero-francese con base a Losanna. Dopo studi in filosofia, letteratura e cinema, si è formato in fotografia a Vevey. Ha esposto a livello internazionale e pubblicato sei libri. Vincitore del Premio HSBC per la fotografia (2009), ha esposto al Musée de l’Elysée e ai Rencontres d’Arles con il progetto H+. Nel 2022 ha presentato Vivants al Museo Pully e a Paris Photo, dove ha vinto il Premio Ruinart. Insegna fotografia all’ECAL ed è membro fondatore dell’agenzia MAPS.

È un’artista e regista interdisciplinare cha lavora tra San Francisco e Los Angeles in California. I suoi primi lavori performativi e cinetici si concentrano sull’analisi delle aspettative sociali nei confronti del genere femminile da parte del mondo occidentale: soprattutto di come la donna debba curare il proprio aspetto esteriore mantenendo una idea di bellezza illusoria e artefatta. I suoi attuali lavori di fotografi a digitale esplorano il concetto di apparenza. Il focus stavolta si indirizza verso l’immagine di edifici e paesaggi costruiti, con particolare attenzione a ciò che resta del sud-ovest americano: dove una bella facciata risulta cruciale per la sopravvivenza sociale.

È un’artista finlandese di base a Londra. Il suo lavoro affronta il concetto di identità, fede e folklore attraverso la fotografia e il video. Esposta a livello internazionale, Lax ha vinto il premio Female in Focus del British Journal of Photography 2019, è stata finalista del BJP Portrait of Humanity 2020, del Photography Grant del PhMuseum nel 2020 e selezionata tra i Best New Talent of Photo London 2020 dal Guardian. Nel 2021 Lax ha ricevuto il premio Finnish Art Promotion Centre’s One Year.

È un’artista australiana che si è fatta conoscere per le sue fotografie di grandi dimensioni che esplorano la rappresentazione della donna e l’iconografia femminile, nella storia dell’arte e nella mitologia.  Le sue opere sono ricche di simbolismo mitologico e storico e sono impregnate di un senso di inquietudine e surrealismo. Nei suoi lavori animali simbolici e donne spesso compaiono insieme per rappresentare la psiche e l’identità.  Le sue fotografie sono conservate in molti musei, tra cui: National Gallery of Victoria, National Gallery of Australia, Art Gallery of New South Wales, Queensland Gallery of Modern Art, Art Gallery of Western Australia.  Nel 2019 la National Gallery of Victoria ha tenuto una grande mostra dell’artista, intitolata “Bleached Gothic” in cui erano esposte fotografie e video del periodo che va dal 2003 al 2019.  Da giugno a settembre 2021 si è tenuta la mostra “Gothique Blanc” presso l’Ambasciata d’Australia a Parigi che ha riunito opere realizzate tra il 2003 e il 2019.