È una fotografa americana. Il suo lavoro è stato esposto in festival internazionali di fotografia come l’Athens Photo Festival al Benaki Museum di Atene, Cortona on the Move (Cortona), oltre a comparire in una biennale al National Museum of Women in the Arts di Washington DC, e al Guate Photo International Photography Festival di Guatemala City. Le sue opere sono presenti in collezioni di istituzioni quali la Biblioteca del Museo d’Arte Moderna di New York, la Biblioteca del Whitney Museum of American Art, la Biblioteca dello Smithsonian American Art Museum, il Museo di Fotografia Contemporanea di Chicago e il Nelson Atkins Museum for Art di Kansas City. Un libro fotografico del suo lavoro con l’artista Antone Dolezal, Devil’s Promenade, è stato pubblicato da Overlapse Books nel 2021. Un secondo libro fotografico, Desire Lines, è stato pubblicato da Overlapse Books nel 2023. Le fotografie di Lara sono apparse in pubblicazioni come The New Yorker Magazine, Harper’s Magazine, British Journal of Photography, Atlantic Monthly, Vice e NPR.
Desire Lines di Lara Shipley è una storia di confini. Ma le linee che delimitano questi confini sono anche il segno lasciato da ferite profonde, la traccia di un desiderio, la sagoma incerta di un’aspettativa, di un nuovo inizio. Primo appuntamento del ciclo espositivo Homecoming, la mostra della fotografa americana esplora il tema multiforme del “ritorno a casa” dischiudendo lo sguardo sui paesaggi riarsi dal sole del deserto di Sonora tra l’Arizona e il Messico, dove corre una delle frontiere più “calde” degli Stati Uniti e dove si focalizza un dibattito sempre più polarizzato sull’applicazione della legge sull’immigrazione. La questione… gestione dei flussi migratori, al cuore delle tensioni sociali e politiche del contemporaneo anche ad altre latitudini, ci è sembrata centrale rispetto al campo di ricerca del percorso espositivo che la mostra inaugura: l’idea di Homecoming è infatti quella di esplorare il concetto del ritorno a casa nel precario equilibrio tra interconnessioni globali e necessità di ritrovare le proprie radici, o di trovare un proprio posto nel mondo.
Per Lara Shipley, “casa” è il luogo che i migranti si lasciano alle spalle partendo ed è il posto che sperano di trovare varcando il confine. Eppure, anche molti di coloro che riescono a sopravvivere al deserto sono destinati a restare in un limbo, tra la nostalgia di ciò che hanno perduto e la disillusione per ciò che trovano in un paese dove sono destinati a sentirsi per sempre stranieri. Al di là della fascinazione per il paesaggio lunare di Sonora – colline polverose, arbusti piegati dal vento ed elicotteri e droni a punteggiare l’orizzonte di un territorio ipersorvegliato – Desire Lines indaga un confine più metaforico: una vertigine di straniamento e di non appartenenza, una storia di desiderio e sopraffazione destinata a ripetersi nel tempo. Mescolando scatti documentari a materiali d’archivio, Shipley colloca l’attuale crisi migratoria in atto al confine americano in un continuum temporale molto più lungo, in cui nuove ondate di migranti in arrivo da sud in fuga dalla povertà e in cerca di speranza entrano in conflitto con coloro i cui antenati erano un tempo i coloni in arrivo da est, in fuga da una simile povertà e in cerca di un’analoga speranza.