Intervista per “time(e)scape”
In time(e)scape la città non si configura mai come semplice sfondo ma come organismo complesso, al tempo stesso corpo simbolico e costruzione mentale. Le opere di Giacomo Costa danno forma a paesaggi post-naturalistici in cui architettura, tecnologia e immaginazione concorrono a generare ambienti sospesi, collocati in una dimensione temporale instabile, al limite tra deriva distopica e ipotesi di futuro.